asportazione-chirurgica

A volte è necessario per avere una conferma al sospetto diagnostico perché la manifestazione cutanea è suggestiva di malignità intervenire chirurgicamente.

Nel primo caso di parla di Biopsia cutanea e consiste nella rimozione parziale di una manifestazione cutanea, tramite prelievo incisione, mentre nel secondo di una rimozione in toto, prelievo escissionale, della lesione da far esaminare all’anatomo-patologo.

In entrambi i casi la procedura è molto simile è preceduta dall’anestesia locale, così come ci si sottopone dal dentista. A seguire tramite un bisturi circolare che si chiama punch oppure un bisturi vero e proprio si procede a prelievo di una parte, nel primo caso della biopsia, o in toto, nel secondo dell’asportazione, della manifestazione che si desidera indagare.

Eseguito il prelievo per favorire la riparazione del tessuto vengono posizionati i punti di sutura che possono essere interni, che la pelle riassorbirà pian piano, e/o esterni che invece devono poi essere rimossi generalmente dopo 1 settimana per gli interventi sul viso e due per quelli su tutto il resto del corpo.

Terminato l’intervento, il paziente dopo essere stato medicato torna tranquillamente a casa con le indicazioni per medicare la ferita fino alla rimozione dei punti esterni.

I tempi d’attesa per referto istologico variano da 7 a 15 giorni.

Oltre alla biopsia e all’asportazione chirurgica in senso stretto esiste un’altra modalità di prelievo cutaneo: lo shaving è una procedura che rimuove solamente la parte esterna, quella che ad esempio di sviluppa al di sopra della superficie cutanea. In questo caso non vengono posizionati dei punti di sutura e la ferita guarisce spontaneamente formando inizialmente una crosta.