ulcere-cutanee

Anche se normalmente la cute è in grado di provvedere da sola alla riparazione tissulare ci sono delle situazioni complesse per loro natura che richiedono un intervento specialistico e mirato per la risoluzione.

Le ulcere cutanee, il piede diabetico e le piaghe da decubito sono un classico esempio.

Nella stragrande maggioranza dei casi si ricorre erroneamente all’uso di collagenasi e/o creme antibiotiche che non hanno alcuna azione nel favorire la riparazione.

In questi casi, è necessario prima di tutto inquadrare correttamente il problema individuandone le cause responsabili per eliminarle e/ compensarle – ricordo che spesso si tratta di pazienti allettati e diverse patologie degenerative (es. Alzheimer) o metaboliche (es. Diabete) – e poi intervenire con l’uso di medicazioni avanzate.

Le medicazioni avanzate sono dei dispositivi che se utilizzati correttamente secondo specifici protocolli sono in grado se necessario di sbloccare le ferite croniche e soprattutto di creare a livello locale le condizioni fisiologiche per favorire la guarigione.

A esempio se la ferita è eccessivamente umida assorbono solo l’umidità in eccesso, responsabile della macerazione, se, invece è troppo disidrata sono in grado di aumentarne l’umidità oppure quando occorre di eliminare l’eccesso di fibrina.

Inoltre, dopo avere creato le condizioni fisiologiche per la riparazione tissulare, stimolano opportunamente le cellule della pelle ad attivare il processo di guarigione.

Solo in questo modo è possibile immaginare la riparazione tissulare che è e rimarrà sempre a carico della pelle se verranno create le condizioni ideali per poterlo fare.

Inoltre, un altro vantaggio di questo tripodi medicazioni è la frequenza con la quale devono essere normalmente eseguite una/due volte a settimana evitando disagi per il paziente allettato e soprattutto interferenze con il fisiologico processo di riparazione tissulare.