Le medicazioni avanzate: cosa sono?

Anche se normalmente la cute è in grado di provvedere da sola alla riparazione tissulare ci sono delle situazioni complesse per loro natura che richiedono un intervento specialistico e mirato per la risoluzione

Le ulcere cutanee, il piede diabetico e le piaghe da decubito sono un classico esempio.

Nella stragrande maggioranza dei casi si ricorre erroneamente all’uso di collagenasi e/o creme antibiotiche che non hanno alcuna azione nel favorire la riparazione.

In questi casi, è necessario prima di tutto inquadrare correttamente il problema individuandone le cause responsabili per eliminarle e/o compensarle – ricordo che spesso si tratta di pazienti allettati e con diverse patologie degenerative (es. Alzheimer) o metaboliche (es. Diabete) – e poi intervenire con l’uso di medicazioni avanzate.

Le medicazioni avanzate sono dei dispositivi che se utilizzati correttamente secondo specifici protocolli sono in grado di sbloccare le ferite croniche, che ormai faticano a cicatrizzare, e soprattutto di creare a livello locale le condizioni fisiologiche per favorire la guarigione.

A esempio se la ferita è eccessivamente umida assorbono solo l’umidità in eccesso, responsabile della macerazione, se, invece è troppo disidrata sono in grado di aumentarne l’umidità oppure quando occorre di eliminare l’eccesso di fibrina.

Inoltre, dopo avere creato le condizioni fisiologiche per la riparazione tissulare, stimolano opportunamente le cellule della pelle per attivare il processo di guarigione.

Solo in questo modo è possibile immaginare la riparazione tissulare che è e rimarrà sempre a carico della pelle se verranno create le condizioni ideali per poterlo fare.

Inoltre, un altro vantaggio di questo tipo di medicazioni è la frequenza con la quale devono essere normalmente eseguite, di solito una/due volte a settimana evitando disagi per il paziente allettato e soprattutto di interferenze con il fisiologico processo di riparazione tissulare.

In questo modo, il dermatologo è in grado di osservare e cogliere aspetti fondamentali suggestivi dei diversi tipi di tumori elencati.

Questo tipo di osservazione a colori della struttura tipica di ogni neoformazione della pelle è possibile grazie alla tecnica dell’epiluminescenza che consente durante l’osservazione di tutta la superfice cutanea l’eliminazione della quota dei raggi riflessi della sorgente luminosa della telecamera favorendo l’osservazione subepidermica di tutto ciò che è localizzato al di sotto della superficie cutanea.

A differenza della semplice osservazione ad occhio nudo o con la lente d’ingrandimento che consente solamente di osservare l’aspetto esterno, la Videodermatoscopia consente invece l’osservazione interna di una neoformazione come se fosse un’”ecografia a colori e ad alta risoluzione”.

Tutto ciò consente al dermatologo di valutare aspetti suggestivi di melanoma prima ancora che si rendano visibili ad occhio nudo, aumentando decisamente la sensibilità e la specificità del medico nella diagnosi dei tumori della pelle.

Il collegamento della telecamera al computer consente l’osservazione a monitor a colori delle macchie e manifestazioni inquadrate dalla telecamera e il software gestionale consente l’archiviazione delle immagini di ogni singolo paziente che si desidera monitorare nel tempo consentendo un follow up oggettivo e riproducibile delle immagini con la specifica funzione di confronto.

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